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Russia, Ottobre 1917 la rivoluzione dei contadini
Sicilia, gennaio 2012 i Forconi bloccano l’Isola
di Carrozza /Tomarchio
Sarà un caso, o forse un fatto scontato, ma tutte le rivoluzioni della storia partono dai contadini.
Non vogliamo sognarci di paragonare i “Forconi” ai rivoluzionari di Lenin del 1917 in Russia, ma non è un caso che oggi chi protesta ha come simbolo un forcone.
La Sicilia, dunque, si è fermata per 4 giorni, o quanto meno è rallentata, per i numerosi sit-
L’intento è stato quello di mettere in evidenza lo stato di profonda crisi in cui versa la classe contadina, quella più povera forse, ma la più importante per il sistema economico del nostro Paese. Una rivolta, dunque, contro la crisi economica che, seppur coinvolga l’intero Paese, ha praticamente messo in ginocchio le aziende siciliane.
E a nulla sono valsi gli appelli al Governo che ha dimostrato di ignorare, come la stampa nazionale in questi giorni, la Sicilia tutta e quel che vi sta accadendo.
Ne parlano solo i tg e la stampa locali, lo urlano solo i frequentatori di facebook, lo scrive qualche articolo sparso qua e là sui blog, ma il resto dell’Italia cosa sa di questa protesta? O, soprattutto, cosa vuole sapere?
Un ufficiale augustano in sala macchine ha capito che non era più possibile salvare la nave
“Tutto l’equipaggio si è prodigato: i media ci hanno infangato”
di Roberto Rubino
C’era un augustano ad aver compreso che il Titanic italiano sarebbe affondato in poco tempo. E’ stato il primo, assieme ai colleghi che ruotavano attorno al cuore della supernave: i motori. Si chiama Andrea Nicotra, ufficiale appena ventiseienne, di grande esperienza nelle navi mercantili e, al momento dello sfregio da parte delle “Scole”, la nave della Costa Crociere era già destinata all’affondamento. Sarebbe stato inutile ogni altro tentativo di salvataggio. La Plancia di comando non poteva non sapere (i regolamenti parlano chiaro e la mancanza di luce nelle comunicazioni interne non è un problema) cosa stesse accadendo malgrado il momentaneo black-
L’ufficiale di macchina ha detto che la nave era arrivata fino al “Giglio” semplicemente per abbrivio, cioè per inerzia. Poi, dopo alcune centinaia di metri, la manovra del comandante più contestato d’Italia, che ha messo definitivamente in secca il pachidermico hotel sull’acqua.
di Antonella Fucile
Momento duro e difficile per chi fa politica nei partiti, la confusione regna sovrana. La Sicilia è in ginocchio fino a venerdì con il blocco di strade, ferrovie, porti. Purtroppo della protesta se ne occupano solo mass i media locali e tutti i partiti non riescono a dire nulla, quasi che ciò che accade sia il frutto di fenomeni di piazza che non coinvolgono direttamente i cittadini.
Sono esclusi da questo silenzio assordante le aree movimentiste del centrodestra quali Giovane Italia, Forza Nuova e addirittura Forza del Sud, che si schierano a sostegno delle legittime richieste dei manifestanti come se avessero dimenticato che le maggiori conseguenze di questa profonda crisi, del caro carburante, del potere della grande industria, non sia il risultato di almeno dieci anni di governo berlusconiano.
Queste le dichiarazioni alla stampa dell’on. Gennuso: “Se domani i rappresentanti del governo non sentiranno le ragioni dei Forconi, m’incatenerò davanti alla linea ferroviaria di Rosolini”.
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di Rosa Tomarchio
Solo la cultura può salvare il mondo e le future generazioni”. Un’affermazione che ha fatto la storia, è transitata per un secolo da Mussolini, Gramsci a Berlusconi. “Solo la bellezza può su tutto”, celebre esclamazione di Giorgio Albertazzi. Sino a Morin e Viveret, tra i più noti sociologi del nostro tempo, entrambi suggeriscono di rimanere vigili sui risvolti positivi di questa crisi e di vedere in essa una chance per un nuovo rapporto con il potere democratico, con la ricchezza monetaria e col buon senso (“Come vivere in tempi di crisi” booktime di una ottantina di pagine, 9 euro). E per riprendere la celebre espressione del poeta Holderlin: “Laddove si manifesta il pericolo, si manifesta anche ciò che salva”. In una parola: crescere di umanità. Allo stesso buon senso fanno appello indistintamente tutti i politici siracusani, a quella crescita in termini di umanità che non deve mai lasciare il passo a personalismi e ripicche tra partiti, anche tra quelli che un tempo stavano sotto lo stesso vessillo. Il tricolore.
Pippo Gianni: “Quello che esercita Lombardo
è un abuso di potere che rasenta la tirannia”
di RosaTomarchio

Questo governo si sta distinguendo per le tasse. Chiamare una ridda di professori è stato un tentativo vano, bastavano anche quattro ragionieri. Occorre invece rilanciare attraverso gli investimenti. Di recente ho lanciato una proposta sul prestito forzato dei cittadini che versano allo Stato il 10 per cento delle loro risorse. Attualmente in banca vi è un deposito di 670 miliardi di euro. Ebbene, il 10 per cento di 670 mld è 67 miliardi, quel che serve per avviare investimenti e distribuirli metà per il debito pubblico, l’altra per la micro impresa. Come? Con i Btp, così evitiamo speculazioni sulla nostra borsa e salviamo il Paese rilanciando l’economia. E in merito al Patto di Stabilità, è mia anche la proposta di legge sull’intervento degli appalti che richiede la semplificazione burocratica per le aziende”.
Fuori Sebastiano Sbona, dentro il figlio. Un Comune in appalto?
Intanto la coalizione di governo perde pezzi, Gallo passa al Pid
di Arturo Andolina
Finalmente a Melilli, dopo le chiacchiere e le fughe in avanti, qualcosa di concreto comincia a intravedersi. In questi ultimi 10 giorni un mezzo terremoto al Comune. Intanto si è dimesso il Presidente del consiglio comunale Sebastiano Sbona, che è stato sostituito nel ruolo da Mirko Caruso, già vicepresidente. Martedì al consiglio comunale a scrutinio segreto è stato votato il presidente, che ha ottenuto 11 voti, dei quali 10 dalla maggioranza ed uno dall’opposizione Pd. Tale votazione ci porta a fare una ulteriore considerazione. Il Pd di Melilli ha un accordo ancora non manifestato con la maggioranza che ingloba anche Forza del Sud. Ma questo Pd ha una linea di coerenza nazionale? In periferia faranno quello che il segretario Bersani ha già tracciato a livello nazionale? La linea nazionale stabilita fino ad oggi è: “Mai con il centrodestra”.
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Le analisi e le proposte di CGIL, CISL e UIL
per collegare lavoro e cassa integrazione
di Salvatore Ricciardini
L’Osservatorio della CGIL nazionale sulla cassa integrazione ha denunciato come nell’anno appena passato ben 500.000 lavoratori in CIG a zero ore siano stati costretti a rinunciare ad 8.000 Euro in busta paga, con un taglio complessivo di 3 miliardi e 650 milioni di Euro. Nel corso del 2011, inoltre, oltre 4 milioni di lavoratori (circa un terzo rispetto ai 12 milioni e mezzo assicurati all’INPS) hanno potuto usufruire degli ammortizzatori sociali; sempre nel 2011 sono state 950 milioni le ore di CIG mentre nei passati 3 anni di crisi sono ammontate a 3 miliardi e 400 milioni. In termini monetari si è trattato di una riduzione del reddito di 48 miliardi di Euro, coperto solo in parte, al 40 %, dagli interventi dell’INPS.
Da parte sua la UIL nazionale nel suo 36° rapporto sulla CIG ci fornisce i dati relativi all’ultimo mese del 2011 ed all’intero anno. Nel mese di Dicembre scorso le imprese hanno richiesto 60 milioni e 800 mila ore di CIG, in calo rispetto al precedente mese di Novembre del 24,3 % e del 29,7 % rispetto al Dicembre del 2010.